Daniel Radcliffe si confessa “Sono l’unico ragazzo al mondo che non vuole un altro episodio di Harry Potter”
Intervista a Daniel Radcliffe dal settimanale spagnolo XL. L’attore parla della sua esperienza nell’interpretare Harry Potter, della sua vita futura dopo gli ultimi due film della saga potteriana.
Milioni di bambini vorrebbero essere al suo posto, lui senza dubbio, comincia ad essere stanco di essere, dopo nove anni, il mago più famoso del mondo. Grato di quello che questo ruolo gli ha dato, prima dell’uscita del nuovo episodio, Daniel Radcliffe gia pensa alla sua vita dopo Harry Potter.
“Da nove anni vesto i suoi panni. Da lunedi a venerdi sono Harry per dieci mesi l’anno.” Sembra chiaro: nessuno conosce Harry Potter come Daniel Radcliffe. Personaggio e attore sono cresciuti insieme, dall’infanzia all’adolescenza. Un rapporto continuo e intenso, che ha condizionato tutta la sua vita. Per cominciare, il giovane Radcliffe, a quasi 20 anni, è miliardario.
Nove anni dopo aver vestito i panni di Harry, Radcliffe è oggi un’icona mondiale, è l’attore giovane più ricco del mondo, secondo la rivista Forbes, nonostante stelle adolescenti come Hannah Montana, Dakota Fanning e i Johnas Brothers. Di conseguenza migliaia di fan e giornalisti fanno previsioni sulla sua sessualità, amplificano scandalizzati i suoi nudi in un’opera di teatro o diffondono eccentrice notizie sui suoi comportamenti. Lui, al momento ci tiene ad avere chiaro chi è chi “Di Harry ci sono cose che mi affascinano e altre non tanto – sottolinea – il modo in cui tratta i suoi amici per esempio è molto discutibile. ”
A Radcliffe, rimane meno di un anno per continuare ad essere il volto di Harry Potter, un personaggio al quale deve tutto, ma del quale sarà veramente difficile liberarsi. Qualsiasi sintomo di sazietà sarà mostrato con la bocca piccola, come quando riconosci che soffri di incubi con Harry Potter per secola seculorum.
Adora il ruolo, sottolinea con insistenza, ma lo solleva sapere che gli rimane poco. Sicuramente, quando un mese fa ricevette questo Sms: “Rowling promette un ottavo libro di Harry Potter” gli è quasi preso un infarto. Risultò poi essere un contributo di solidarietà dell’autrice ad un libro sulla magia, però, in qualsiasi caso, Daniel ammette: “Penso di essere l’unico ragazzo al mondo che non vuole un ottavo libro di Harry Potter.” Egli desidera terminare la saga e sviluppare la sua carriera per “fare altri ruoli”. Non c’è dubbio, Radcliffe sente che un periodo determinante della sua vita si sta per chiudere.
Prima dell’uscita di Harry Potter e il Principe Mezzosangue (15 luglio) l’attore ha ricevuto XLSemanal negli studi Leavesden, il santuario dove prendono vita le avventure del mago con gli occhiali. Radcliffe da tempo ha perso la sua faccia innocente e la timidezza dei suoi primi contatti con la stampa. Più sciolto di un politico nell’intimità, domina ora la scena come un veterano: racconta barzellette, scherza sulle storie che girano in rete su di lui e rivela dal suo interno cio che implica crescere con la faccia di un altro. Al momento, sembra aver evitato la maledizione di altre stelle infantili, vittime del successo.
XLSemanal. Conosce alcune delle storie che raccontano su di lei in Internet?
Daniel Radcliffe. (Ride) Ci sono tante cose assurde. Le dirò le cinque mie preferite. Una diceva che ero cresciuto di 60 centimetri in 5 settimane. Un’altra raccontava di un tipo che mi molestava, pura finzione! Poi che avevo chiesto a due ex forze speciali di prendersi cura dei miei cani. Una quarta che avevo incaricato un monaco belga di farmi una birra speciale. Sa una cosa? Odio la birra! E la quinta, la migliore senza dubbio, che mi sono fatto fare una statua equestre con il mio volto per il salone di casa mia.
XL. Non le sembra lontano il giorno nel quale fu presentato al mondo come il volto di Harry Potter?
D.R. Che dirle. Ci hanno annunciato a tre alla volta: a Rupert Grint, ad Emma Watson e a me, in una conferenza stampa. Solamente io avevo letto i primi due libri ed i giornalisti mi misero alla prova, domandandomi se sapevo qual’era il vero nome di Voldemort. Non avevo idea, gia che questo compare nel quarto libro. Ricordo Emma e Rupert disperati, scrivere in un foglio per passarmelo e farmelo leggere, fu un dettaglio grazioso.
XL. Deve essere strano, crescere e allo stesso tempo essere un’altra persona che ugualmente cresce. Che cosa rimane in lei di Harry?
D.R. La gente mi ha visto crescere, ma la maggior parte della mia vita per fortuna ruota lontano dalle telecamere. Di Harry ci sono cose che mi piacciono e altre no. Il modo in cui tratta i suoi amici è abbastanza discutibile, soprattuto nel primo episodio, però è un personaggio multidimensionale, mi piace mettermi nei suoi panni. E come Harry cresce anche la sfida.
XL. A che sfide si riferisce? Alla fin fine dovrebbe conoscere il personaggio come se fosse lei stesso..
D.R. Ci sono sempre cose nuove. In Harry Potter e l’Ordine della Fenice la morte di Sirius fu la cosa più difficile che io abbia mai intepretato. Nel Principe Mezzosangue c’è un altro momento molto tragico per Harry, che è stato difficile da interpretare.
XL. Il dolore, la perdita, sono i più difficili da rappresentare?
D.R. Sono i sentimenti più complessi. Fino all’anno scorso (sua nonna è morta ad ottobre) non avevo mai perduto nessuno a me caro. Da nuovo devi ricreare emozioni che non conosci, cerchi dentro di te, però non sai di che cosa si tratta, non sono li (si tocca il petto).
XL. Che differenza vede lei tra l’Harry di questo film e quello dei film precedenti, a parte l’età?
D.R. Mi piace essere Harry in questo. E’ diverso. Ad Hogwarts c’è molta tensione sessuale nell’aria, niente di esplicito, che nessuno si spaventi (ride). Inoltre ho lavorato molto insieme a Michael Gambon (Silente), il che è stata una sfida per la mia concentrazione, che deve essere sempre pronta.
XL. Così Harry ha il sesso, non mi dica che ci sono anche droga e rock’n roll..
D.R. Sesso no. Ci sono i baci (ride). Rock e droghe nemmeno, sebbene si possano individuare determinate metafore al riguardo. C’è un momento in cui Rupert ha preso troppa pozione per errore. Lui è, diciamo, molto felice (ride). E’ più di un lieve riferimento no? Le facce che fa Rupert ricordano quelle che si vedono nella gente che cammina per Glastonbury (famoso festival di rock) e luoghi simili.
XL. Vediamo che mi dice. Il regista dice “tagliare!”. E’ l’ultima ripresa dell’ultimo film di Potter. Che fa?
D.R. Uff! Saranno molte emozioni miste. Da un lato tutto quello che sono come attore lo devo ad Harry. Inoltre mi ha dato fiducia in me stesso, mi ha dato una professione. Sarò ripetitivo, però sono veramente fortunato. Dall’altro lato, dopo nove anni insieme, sarà l’ultima volta che quotidianamente starò insieme con alcuni di quelli che ora sono i miei migliori amici, sarà molto triste. La cosa migliore di tutti è che, quando finirà questo, se qualcuno mi offre un copione e mi dice “giriamo fra pochi mesi” non dovrò più rispondere “mi spiace ma sarò occupato fino a non so quando con Harry Potter“. Per sviluppare una carriera come attore, questo è un grande ostacolo. Ho voglia di poter scegliere altri ruoli senza dover guardare l’agenda.
XL. Suppongo che non avrà problemi economici o aver necessità di guadagnarsi da vivere..
D.R. E’ cosi, non ho necessità di lavorare per soldi. Ciò mi permette di essere molto più selettivo. In termini di interpretazione, vorrei solamente far cio di cui ho voglia.
Per assicurarsi la sua presenza negli ultimi due film del maghetto, i produttori hanno accettato di pagare a Radcliffe 58,2 milioni di euro, una cifra lontana anni luce dai 145.000 dollari che pagarono per il primo film ad appena undici anni. Daniel fu selezionato grazie alla sua interpretazione di un giovane David Copperfield in un telefilm della BBC del 1999. Quanto Chris Columbus, regista dei primi due film, lo vide sullo schermo, ne fu certo “E’ giusto che lo cerchi – disse – Lui è Harry Potter“. Quando lo presentarono a J.K. Rowling, la “madre” della creatura, anche lei disse “Non poteva essere trovato un Harry migliore”. La scrittrice arrivò addirittura a chiedere ai suoi genitori la possibilità di adottarlo, vedendo in Daniel il figlio che non aveva potuto avere (finalmente ebbe il suo primo figlio nel 2003). Erano tutti molto convinti della scelta, tanto che per vincere le reticenze dei signori Radcliffe, riluttanti a firmare un contratto per sette film girati a Los Angeles, offrirono un accordo per due film, soggetto a revisione e con riprese in Inghilterra. Il trattamento iniziale, sarebbe stato un affare per la produzione; solo di vendite al box-office, la saga porta introiti per 4.500 milioni di dollari. I Radcliffe, da parte loro – agente di casting lei, agente letterario lui – hanno saputo gestire la situazione. Per curare il reddito del loro figlio, fondarono la società Gilmore Jacobs, i cui introiti, guadagnati con solo i primi tre film, si avvicinarono ai dodici milioni di euro.
XL. Immagini di essere un uomo anziano con i capelli bianchi, come crede che ricorderà questi anni?
D.R. Credo che sarà molto triste, perchè tutte e ognuna delle scene di questi film saranno per sempre connesse a momenti decisivi della mia vita. Anche oggi quando vedo una scena ricordo “Oh! Questa fu proprio prima che baciassi per la prima volta una ragazza e lo disse a tutti”. Sarà strano riguardare indietro, sarà una nostalgia difficile da sopportare. Dall’altro lato sicuramente quando avrò dei figli e mi siederò con loro potrò dirgli “guardate che cosa ha fatto vostro padre”
XL. Poco fa parlava di Michael Gambon. Durante questi anni ha lavorato con grandi attori e stelle di Hollywood. Con quale si ritrova?
D.R. Il mio modello di ciò che deve essere un attore sarà sempre Gary Oldman, per la gran padronanza che ha del suo corpo e la varietà di registri. Non è di quelli che fanno 30 film e sembra che interpretino sempre lo stesso personaggio. Ognuno è completamente differente dal precedente. Credo che sia questo ciò a cui deve aspirare un attore. Se mai riuscirò ad ottenere capacità come queste, sarò l’uomo più felice della terra.
XL. Tra questo film e il precedente ha realizzato vari progetti al di fuori del mondo di Potter. Il suo nudo nel montaggiodi Equus, di fatto, ebbe un gran impatto, come ha vissuto tutta questa agitazione?
D.R. Per me fu tutto fantastico. Bene, le mentirei se le dicessi che fu tutto normale. Ero nervoso e un po preoccupato. Gary Oldman mi aiutò molto, lui gia si era trovato ad essere nudo sopra un palco. Mi disse: “la prima sera sarai pietrificato, la seconda sera sarai pietrificato, poi ti piacerà” E fu cosi. Quando lo hai fatto per due volte, smetti di preoccuparti.
XL. Aveva bisogno di riposarsi da Harry Potter?
D.R. Fare altre cose mi ha permesso di prendere aria a fronte di questi ultimi due film. In totale saranno nove anni che interpreto lo stesso personaggio. Se avessi fatto solo Harry in questo periodo, probabilmente starei pensando: “avrei dovuto fare più cose?”. E’ stato molto importante recitare a Broadway con Equus e con attori americani. Imparai moltissimo e lo trascorsi bene. Li è come una comunità e mi accolsero a braccia aperte. Mi è piaciuto anche fare cose come My boy Jack (serie di guerra per la televisione) e Un verano para toda la vida (un melodramma giovanile); è utile lavorare con gente diversa e imparare cose nuove.
XL. Si sente più attore ora? Vede chiaramente una carriera post Harry Potter?
D.R. A pieno. Il più importante è stato Equus, un gran salto in termini di interpretazione, poichè prima mai avevo fatto teatro, senza la possibilità di errori. All’improvviso sei capace di concentrarti in un ruolo in modo diverso, su di un palco nel corso di due ore in una sala affollata; devi dosarti, conservare energia per i momenti “caldi”. Tutto ciò acuisce i tuoi sentimenti, in un film se sbagli ripeti, in un palco ci sei solo tu, devi disporre di risorse per districarti nei problemi.
XL. Sembra come se vuole avere dei problemi sul palco…
D.R. Mi piace quando qualcosa va male, davvero (ride) molte volte scopri cose che non avresti mai pensato di poter fare. Forse sembra pretenzioso, però è cosi. Ti metti ad improvvisare, l’altro attore dimentica il testo, subito devi rifare la scena e tutto si rigenera, c’è un’energia diversa poichè tutti e due stiamo pensando: “Oh! Siamo realmente dentro” al personaggio, all’opera. E’ molto eccitante.
XL. Dopo tutto cio continua a divertirsi nel girare un film di Harry Potter?
D.R. Certo, anche qui ci sono cose nuove, il tema della morte si fa sempre più presente, il carico di romanticismo raggiunge il suo zenit. In quanto a Harry, non è cosi paranoico. Inoltre, c’è una lotta fantastica con Draco (nemico di Harry) nei bagni di Hogwarts, distruggiamo i lavandini, rompiamo specchi e cose del genere. Ci sono anche le scene di Quidditch, le migliori della serie.
XL. Quanto tutto incomiciò lei era un bambino. Come si è evoluto il suo modo di trattare con i registi?
D.R. Nei primi due film mi metteva a disagio questa idea di apportare modifiche alle scene o al personaggio, avevo 11 anni e avevo recitato due volte (come David Copperfield e nel Sarto di Panama). Ora è difficile farmi stare zitto, dico tutto quello che penso. La maggior parte è spazzatura (ride), anche il regista me lo dice, sebbene a volte suggerisco qualcosa che serve e si inserisce.
XL. Ora Harry è adolescente. Si trova ad affrontare le stesse questioni di un babbano della sua età?
D.R. Si, è un momento ormonale. Harry si scopre innamorato di Ginny, la sorella di Ron, ma lui è un po superiore a questo trasporto adolescenziale. E’ cosciente della sua missione, si è sempre sentito destinato a salvare il mondo. E’ più concentrato in tutto questo che nel vedere chi è innamorato di chi.
XL. Ha gia dei progetti per il suo ventesimo compleanno (23 luglio)?
D.R. Penso che sarò impegnato in qualche tournee promozionale, per cui, come regalo di compleanno, mi prenderò una bella nottata di sonno. Quando compì 18 anni organizzai una festa, non molto grande, con circa 30 persone. Preferisco le cose modeste. Invitare dieci buoni amici a casa mia sarebbe perfetto.
Lumus.it
Intervista a "Luna"
http://www.lumos.it/harry-potter-news/5245...turo/#more-5245